La casa dei bambini perduti.
Dal 10 settembre

Il nuovo romanzo di Nicola Arcangeli 
è un thriller a sfondo politico

L’ultimo romanzo di Nicola ArcangeliLa casa dei bambini perduti, in uscita il 10 settembre – abbandona le atmosfere nostalgiche degli anni Sessanta, periodo in cui si svolge buona parte del romanzo precedente, Rimini Graffiti, per portare il lettore al centro di un’infuocata campagna elettorale.

È in questo clima che incontriamo Mauro Giani, giornalista d’assalto impegnato nella costruzione di un dossier assai poco lusinghiero sul candidato che tutti danno per vincente, Massimo Biraghi. Quest’ultimo è un ex questore con fama di picchiatore, sospettato di essere coinvolto in giri non proprio puliti e Giani vorrebbe vederci chiaro. Le minacce da parte di Biraghi non mancano, ma non sono nemmeno tali da indurlo a rinunciare al suo lavoro. Almeno fino alla scomparsa di suo figlio Mirko. La mamma lo ha accompagnato a scuola, come tutte le mattine, ma in classe non è mai arrivato. Per Giani non c’è dubbio: Mirko è stato rapito su ordine di Biraghi.

Tuttavia, nei giorni successivi, altri bambini vengono rapiti. Del caso si occuperà una task force della polizia guidata da Simon Groff, uomo di solidi ideali ma in profonda crisi dopo la morte della moglie. Groff dovrà affrontare false piste, minacce e ricatti, oltre al sospetto che qualcuno, all’interno della task force, faccia di tutto per portare l’indagine al fallimento.
In tutto questo, fa la sua comparsa Luigi Ferrari, poliziotto in pensione ed ex mentore – e amico – di Groff. Ferrari non solo è testimone oculare di un rapimento, ma afferma addirittura di aver sognato i rapimenti prima che accadessero. 

Lo stile di Nicola Arcangeli

Come è nello stile di Nicola Arcangeli, La casa dei bambini perduti è un romanzo in cui si mescolano diversi elementi. C’è l’aspetto dell’indagine, ovviamente, ma c’è anche, ed è fortemente connotato, l’aspetto umano. Groff è un uomo sensibile, che crede nella giustizia e per questo ha scelto di entrare in polizia, ma non è un uomo tutto d’un pezzo. Al contrario, è estremamente fragile e la morte della moglie Aurora lo ha gettato in un abisso di disperazione che lui tenta di combattere con l’alcol. I personaggi di contorno – dalla figlia di Groff, Laura, ai colleghi e agli ex colleghi, tra cui il suo mentore Luigi Ferrari – si portano tutti dentro un dolore, un qualcosa di oscuro con cui tentano di venire a patti ogni giorno.

C’è l’amore, l’unica cosa che sembra possa davvero sconfiggere la morte.

E, infine, c’è l’aspetto politico-sociale: campagne elettorali avvelenate, slogan propagandistici urlati a squarciagola, battaglie a colpi di social network sono ingredienti comuni dello scenario politico degli ultimi anni.

Il romanzo è ambientato in Emilia-Romagna, tra le città di Bologna, Ozzano dell’Emilia (dove, tra l’altro, risiede l’autore) e Rimini, città a cui Arcangeli è particolarmente legato.

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