Muschi Alti è lo splendido romanzo d’esordio di Daniela Capobianco. Prefazione di Enrica Tesio.

Laide deve capire se vuole restare col fidanzato che desidera un figlio, mentre lei non ha alcun desiderio di maternità; Biagio vuole trovare l’ispirazione per scrivere il romanzo che sente di avere dentro; Flora deve capire se Amedeo può diventare l’ennesimo marito; Valter ha un’oscura passione e per seguirla si allontana per la prima volta dalla sua città, da solo, senza dire nulla agli anziani genitori; Giovanni vuole trovare il modo per chiudere i suoi debiti di gioco.

Sono questi  i protagonisti del sorprendente romanzo d’esordio di Daniela Capobianco. Non si conoscono tra di loro, ma tutti intraprendono un viaggio per dare una svolta alla loro esistenza. Le loro vite sono destinate a intrecciarsi nella Maremma, all’agriturismo Muschi Alti, con conseguenze a volte comiche, a volte romantiche, a volte drammatiche. Tutti torneranno da quel viaggio profondamente cambiati.

Muschi Alti è un romanzo corale in grado di far ridere e commuovere il lettore. È impossibile rimanere indifferenti alle vite incrociate raccontate da Daniela Capobianco.

Una curiosità: l’agriturismo Muschi Alti che dà il titolo al romanzo esiste davvero e ha fornito ispirazione all’autrice.

Informazioni bibliografiche

ISBN: 9788894909180
Collana: Margini
Genere: Letteratura | Romanzo di viaggio | Commedia
Data di uscita: Maggio 2018
Pagine: 248

Daniela Capobianco

Daniela Capobianco

Autore

Daniela Capobianco è producer e art buyer di una grande agenzia di Torino e mamma di Andrea. Muschi Alti è il suo primo romanzo.

Un pomeriggio qualunque, di un giorno qualunque, di un mese qualunque, di un anno qualunque, accade che Valter prende una posizione. Ed è un vero evento per Valter, che di posizioni nella vita non ne ha prese mai. Di ritorno dal lavoro, sulla tangenziale che tutti i giorni percorre all’andata e al ritorno, non esce alla consueta uscita che lo riporterebbe a casa, ma prosegue per chissà dove.

Mario Rossi

Muschi Alti

L’abilità dell’autore sta proprio nell’aver inserito elementi che vi faranno credere fino all’ultimo di aver individuato il colpevole, ma sul finire il messaggio appare chiaro: non tutto è come sembra, e dentro una persona che pensiamo di conoscere a fondo, se ne può nascondere un’altra molto più oscura…

Recensioni

La narrazione fluida e addolorata di Mazzesi sembra essere quella di un cronista esausto e impotente. La narrazione di qualcuno che ha saputo e che deve riportare ma che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Manca il pathos di chi gode dell’intrigo, si sente sulla pelle la fatica di chi deve comunicare fatti troppo brutali accaduti a chi non dovrebbe mai essere messo in mezzo: i bambini.

Al di là del mistero da svelare, il racconto parla molto di dolore, incomprensione, voglia d’affetto. E, com’è giusto che sia, anche di altri sentimenti per così dire primordiali, come la vendetta. E nelle pur poche pagine, Mazzesi “porta a spasso” il lettore fra le pieghe di una storia che aumenta il proprio tasso di drammaticità riga dopo riga. Con un retrogusto amaro molto forte; e una buona capacità di stupire.

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